«Per mezza Toscana si spazia un fiumicel che nasce in Falterona e cento miglia di corso nol sazia»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, Canto XIV)

Il fiume Arno è un elemento che caratterizza fortemente il paesaggio toscano, a partire dalla sua sorgente sul versante sud-occidentale del Monte Falterona fino allo sbocco nel Mar Ligure. Oltre ad aver modellato nel tempo le forme naturali come valli e pianure, ha determinato la presenza di attività umane e di città quali Firenze e Pisa, la cui storia è indissolubilmente legata a quella del fiume.

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La Storia dell’Arno

Con i suoi 241 km l’Arno è l’ottavo fiume italiano per lunghezza. Presenta un regime torrentizio, con magre estive e piene tumultuose in autunno, che in passato hanno causato devastanti esondazioni, tra cui la tragica alluvione del 1966 che causò gravissimi danni a Firenze come a Pisa.

Nel suo tratto finale l’Arno è caratterizzato da una pendenza molto bassa e da un decorso lento, che ne determinano il percorso sinuoso con la formazione di molte anse. Le anse sono i meandri naturali del fiume che, rallentando il deflusso delle acque, contribuiscono a farlo esondare in occasione delle grandi piene, allagando il territorio circostante.

In passato, per rendere meno pericolose le piene dell’Arno, il fiume fu ampiamente regimentato e il suo corso naturale fu modificato numerose volte. Fu soprattutto durante il governo di Cosimo I dei Medici (1519-1574) che iniziarono ad essere eliminate numerose anse e, contemporaneamente, furono avviate le bonifiche del territorio paludoso prossimo al fiume. L’arginatura ebbe come conseguenza l’aumento della portata idraulica del fiume, l’incremento della corrente e la conseguente erosione del letto fluviale e delle rive.

Il fiume stesso, trasportando verso la foce i materiali erosi, ha determinato un enorme accumulo sedimentario. La cosiddetta Piana di Pisa è una pianura alluvionale formatasi in tempi relativamente brevi: in epoca romana, infatti, Pisa era dotata di un porto sul mare, mentre oggi il porto di Marina di Pisa si trova a circa 8 km dalla città. In seguito a numerosi interventi, anche il Serchio, che originariamente confluiva nell’Arno con il suo ramo principale, ha subito modifiche al suo corso e oggi sfocia direttamente nel mare, poco più a nord di Bocca d’Arno.

Nel corso dei secoli tutta la Toscana fu soggetta ad intense opere di bonifica dei territori paludosi, ripetutamente allagati durante le piene dei fiumi e dei torrenti, tramite il rafforzamento e l’innalzamento degli argini. L’eliminazione di questi naturali bacini di esondazione ebbe come conseguenza l’aumento progressivo dell’intensità della corrente fluviale, che causò l’erosione dell’alveo lungo tutta la lunghezza fino alla foce. I fondali costieri hanno in tal modo aumentato la loro profondità, non consentendo la sedimentazione e quindi il ripascimento della spiaggia. Questo fenomeno causò una progressiva erosione costiera oggi ancora in atto.

Dove inizia il racconto dell’Arno

Il nostro itinerario ideale inizia dal torrente Zambra di Calci, che ha origine sul Monte Pisano e scende lungo la Val Graziosa fino a confluire nell’Arno all’altezza dell’abitato di Zambra. Una volta chiamata Valle Buia, la Val Graziosa è stata così denominata dai frati certosini che, nel 1366, fondarono la Certosa di Pisa a Calci, oggi sede del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa.

Dopo l’abitato di Zambra il fiume attraversa la piana con ampi meandri; all’interno di uno di questi si trovano i Laghi di Campo, due bacini artificiali formatisi a seguito dell’attività estrattiva per la produzione di laterizi. I laghi sono oggi rinaturalizzati e sono fruibili tramite un percorso didattico corredato da pannelli informativi.

Dopo aver costeggiato la zona delle Piagge il fiume attraversa il centro storico della città di Pisa, dove il suo corso è fortemente regimentato e cementificato.

Nel suo tratto terminale l’Arno scorre all’interno del Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, che comprende zone di elevato interesse naturalistico. L’attuale Bocca d’Arno corrisponde alla posizione imposta con il taglio ferdinandeo del 1606, quando la foce fu spostata più a nord per favorire il deflusso delle acque.

In seguito a questo spostamento nacque il nucleo di Marina di Pisa dove si trova il porto turistico di Pisa aperto al pubblico dal 30 giugno 2013.

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